Perchè i dispositivi elettronici danneggiano gli occhi

Computer Vision Syndrome, i pericoli per chi passa molte ore al giorno con computer, tablet e smartphone
L'utilizzo massiccio delle nuove tecnologie digitali in ambito lavorativo sta facendo emergere nuove patologie che possono affliggere il nostro sistema visivo. Secondo una recente ricerca condotta su scala globale dal The Vision Council - l'organo composto da optometristi e oftalmologi che dal 1940 indirizza i costruttori e i fornitori di lenti e servizi per la vista, il cittadino medio passa 7 o più ore davanti ad un videoterminale e oltre il 50% della popolazione soffre di sintomi correlati alla prolungata esposizione alla luce degli schermi LED.

Divel

Che cosa è la Digital Eye Strain?


Gli americani lo chiamano Digital Eye Strain (DES), espressione che in italiano possiamo tradurre con sollecitazione, affaticamento dell'occhio digitale. Una terminologia che sta a sottolineare l'importanza che la prolungata esposizione alla luce dei videoterminali ha in questa patologia. 

Molti possono essere i dispositivi digitali responsabili dell'affaticamento degli occhi - smartphone, televisori, e-reader, ma soprattutto computer desktop e portatili, quando parliamo di affaticamento in ambito lavorativo o domestico – nel caso di sessioni eccessivamente prolungate di serie tv o videogames. Proprio per questa ragione ci si riferisce a questo insieme di sintomatologie anche con l'espressione Computer Vision Syndrome (CVS)


Che cosa causa la Computer Vision Syndrome?


I nostri occhi non sono stati progettati per passare molte ore al giorno a fissare schermi che emettono luce. A pensarci bene l'evoluzione del nostri sistema visivo è ferma allo sviluppo raggiunto alcune migliaia di anni fa dai nostri antenati homo sapiens. Le piccole immagini composte da milioni di pixel che compaiono sugli schermi dei nostri device non sono oggetti naturali. Per metterle a fuoco è necessario un notevole sforzo nella vista e questo stato di tensione a livello oculare, accompagnato dall'eccessiva luminosità – che provoca abbagliamento, e dalla pericolosa luce blu, la porzione di luce visibile ad alta energia emessa dai display elettronici, sono alla base della Computer Vision Syndrome.


Che cos'è la luce blu, da dove proviene e quali rischi porta con sé?


La luce blu è una componente naturale della luce solare, il cui spettro ha lunghezze d'onda corte che variano dai 380 ai 500 nanometri. Si tratta della porzione che si trova vicina allo spettro luminoso dell'ultravioletto (dai 10 ai 380 nm), all'estremità superiore della porzione di luce visibile. Possiamo scomporre a sua volta la luce blu in due sotto-famiglie, luce blu-violetta (dai 380 ai 450 nm) e luce blu-turchese (dai 450 ai 500 nm). Se il sole è la principale fonte di HEV – responsabile del caratteristico colore del cielo, la luce blu si trova anche nell'illuminazione domestica a LED e nei display di pc e smartphone. Un tempo gli schermi dei nostri apparecchi elettronici erano meno luminosi e consumavano più energia. Oggi i nostri schermi sono molto più luminosi e più efficienti dal punto di vista energetico, ma possono causare danni anche permanenti alla vista. La luce visibile ad alta energia infatti non è solo responsabile di affaticamento oculare, mal di testa, irritazione e visione offuscata, ma può anche contribuire alla comparsa di problematiche più gravi quali cataratta e degenerazione maculare senile. A rischio sono soprattutto i soggetti adulti che indossano occhiali e lenti da vista, lavorando per otto o più ore al giorno al videoterminale, perché molto spesso le loro lenti correttive non sono state progettate con lo scopo di filtrare anche la luce blu. Più in generale poi, può dirsi a rischio chiunque passi più di due ore continuativamente davanti a uno schermo.


I sintomi dell'Affaticamento oculare – come individuare e prevenire il Digital Eye Strain

 

Arrossamentosecchezza e irritazione a livello oculare, visione offuscata e annebbiata, fatica nell'utilizzo degli occhi. L'esposizione prolungata alla luce dei display non causa problemi al solo apparato visivo, ma coinvolge tutto il corpo. Mal di testa e cefalee, dolore al collo e alle spalle, deficit di attenzione, irritabilità e nervosismo. Ecco perché è necessario prevenire il DES mettendo in pratica una serie di consigli.


Come proteggere gli occhi dall'esposizione ai videoterminali


1. Dotarsi di lenti con filtro anti luce blu


  • Per chi indossa lenti correttive: assicuratevi che le lenti graduate che state acquistando posseggano un filtro apposito, in grado di bloccare buona parte (80% - 90%) della luce blu. A differenza di quello che normalmente si potrebbe pensare, il filtro anti-luce blu c'è anche in versione trasparente, permettendovi di mantenere lo stile e il colore delle lenti che avete selezionato. In questo modo potrete integrarlo in qualsiasi tipo di occhiali e lenti, potendo per ridurre effettivamente i sintomi dell'affaticamento degli occhi.


  • Per chi non indossa occhiali o lenti: in commercio si trovano a varie fasce di prezzo occhiali appositi da indossare quando si sta di front al videoterminale. Ci sono modelli per tutte le tasche, con lenti colorate o trasparenti, facili da reperire.  Molte persone però non si dotano di questa protezione perché non conoscono i rischi derivanti dall'affaticamento dell'occhio digitale, oppure non conoscono le lenti anti luce blu – o se le conoscono pensano che siano troppo care.


2. Organizzare l'Ambiente di Lavoro


  • Illuminare correttamente l'ambiente: quando possibile, meglio prediligere la luce naturale, regolata tramite apposite tende o tapparelle, coadiuvata ove necessario dall'illuminazione artificiale. Come prescrive il Decreto Legislativo 626/94 in merito alla Prevenzione sui Luoghi di Lavoro, importante è che le fonti luminose artificiali siano collocate al di fuori del campo visivo e che non creino né sfarfallii né troppo contrasto l'una con l'altra (contrasto di luminanza), variando eccessivamente nell'intensità. A tal proposito, se le fonti sono vicine ci vogliono lampade schermate prive di sfarfallio. Nel caso di lampade a soffitto non schermate, “la linea tra l’occhio e la lampada deve formare con l’orizzonte un angolo non inferiore a 60°”. La luce deve essere uniforme e ben distribuita, qualora vi sia un eccesso di luce nell'ambiente tale da causare abbagliamento, è utile fornire luce direttamente al piano di lavoro con apposite lampade.


  • Ottenere il micro-clima più adatto: quando si lavora per molto tempo al videoterminale bisogna rispettare i consigli tradizionali che riguardano il lavoro in ufficio. Sia l'estate che l'inverno, per raffreddare o riscaldare, è necessario mantenere la velocità dell'areazione al minimo, per evitare la formazione di correnti d'aria. L'estate è necessario bilanciare l'aria proveniente da ventilatori e condizionatori, così come quella eventualmente in arrivo da porte e finestre. L'inverno è molto importante che il flusso d'aria calda in uscita dagli impianti di riscaldamento non investa direttamente chi è a lavoro al videoterminale, provocando una secchezza a livello oculare. In linea di massima c'è sempre da mantenere una distanza di sicurezza tra la postazione e le fonti di calore, siano esse stufe, condizionatori, gruppi di continuità, alimentatori, server o irraggiamento solare diretto proveniente dall'esterno.


  • Altro aspetto essenziale è quello che riguarda i livelli di umidità nell'ambiente di lavoro. Valori ottimali sono quelli compresi tra il 40% e il 60% di umidità, qualora si scenda al di sotto sarà necessario intervenire con un'umidificazione aggiuntiva. 


  • Organizzare la Postazione di Lavoro: anzitutto è utile sapere quale è la distanza adeguata fra gli occhi e lo schermo del computer, compresa fra 50 e 70 centimetri. Un buon metodo per regolarsi è quello di stendere un braccio, se tocchiamo con le dita lo schermo del pc, allora la distanza è giusta.


Lo schermo deve essere ben regolato a livello di contrasto e luminosità e, nel caso, inclinato, così da evitare qualsiasi tipo di riflesso. Di fronte al videoterminale bisogna assumere una postura corretta e concedere agli occhi ripetute pause. A livello luminoso la postazione di lavoro deve avere un buon equilibrio di luminanza, cioè equilibrare la quantità di luce emessa da ogni singola superficie in modo da non creare sbalzi eccessivi.



3. Igiene ed esercizi per la buona salute degli occhi

L'igiene degli occhiali, delle lenti e del videoterminale è un fattore molto importante. Secondo le prescrizioni del D.L.626/94  è infatti necessario ridurre al minimo “la presenza nel campo visivo di ombre e riflessi fastidiosi ed evitare dunque di sforzare la vista”. Un'ottima pulizia da polvere, aloni e sbavature consentire di ridurre l'abbagliamento.

Per preservare la buona salute degli occhi è in linea di massima necessario distogliere periodicamente lo sguardo dal videoterminale, concentrandosi con gli occhi su oggetti lontani per tenere in allenamento la nostra muscolatura oculare. L'ideale è fare brevi e frequenti pause da videoterminali, smartphone e tablet.  Pause di almeno 60-120 secondi ogni 20-30 minuti, in cui, pur senza allontanarsi dalla postazione di lavoro, è possibile chiudere gli occhi e creare il buio coprendo i bulbi oculari con le mani. Una buona regola da seguire è quella del 20-20-20. Una pausa ogni 20 minuti lunga 20 secondi guardando qualcosa che si trova ad almeno 20 metri di distanza. Se le pause brevi fanno una grande differenza, è necessario concedersi anche quelle più lunghe all'incirca ogni 2-3 ore. Inoltre è bene ricordarsi che, fissando uno schermo spesso ci 'dimentichiamo' di sbattere le palpebre. In questo modo causiamo un deficit di lacrimazione pericoloso per il corretto funzionamento degli occhi. 


Fonte:

https://www.puntosicuro.it/sicurezza-sul-lavoro-C-1/tipologie-di-rischio-C-5/videoterminali-



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