L' eyewear e l'ecosostenibilità

Ogni anno vengono scartate circa centomila lenti che non hanno superato i test di qualità. Dove finiscono queste lenti?
Sempre più spesso si sente parlare di sostenibilità ambientale, di riciclo, di riuso, di materiali bio. 
E il settore EYEWEAR come sta reagendo?




Divel

Attualmente molte aziende produttrici di montature si stanno mobilitando per la ricerca di materiali ecosostenibili per la realizzazione dei propri prodotti. Alcune aziende, come Modo, hanno realizzato linee di occhiali, ECO®. Modo ha avviato il programma ONE FRAME - ONE TREE , in collaborazione con la ONG Trees for the Future. Da allora, ECO® ha donato e piantato un albero per ogni telaio venduto. (Finora, ha piantato oltre 2 milioni di alberi!). Per info qui.


Ci sono poi molte altre aziende, che uniscono la causa ambientale a quella umanitaria. PROOF, azienda americana, nata a conduzione famigliare, ha detto addio alla plastica proponendo solo materiali naturali. Inoltre, una parte del ricavato degli occhiali viene devoluta a sostegno di progetti di riforestazione o di cure oculistiche nei Paesi poveri. Qui altri progetti.


Swarovski ha invece utilizzato i cristalli che presentavano dei difetti (non visibili ad occhio nudo) per realizzare con la stampa 3D delle piastrelle, fabbricate in Italia con l'aiuto di Brent Dzekciorius di Dzek , utilizzate in varie installazioni. Il progetto qui. 


Tantissime altre sono le aziende che hanno preso direzioni in questo senso. Insomma, la sensibilità nei confronti dell’ambiente sta crescendo sempre più nel settore.

E sulle lenti?

Al momento le sperimentazioni effettuate riguardano la post produzione.

Italia Independent ha realizzato dei lampadari, con i quali ha arredato parte dei punti vendita, visionabili qui. Le lenti utilizzate sono proprio Divel Italia

Proprio quest’ultima in questi ultimi mesi, si è prodigata nello sviluppo di iniziative legate alla sostenibilità ambientale. Ogni anno vengono scartate circa centomila lenti che non hanno superato i test di qualità. Dove finiscono queste lenti?


Divel Italia ha cercato di rispondere a questa domanda insieme agli studenti del terzo anno del corso di Disegno industriale della facoltà di Architettura di Palermo, partecipando al laboratorio di Disegno industriale di Palermo che sfocerà nella mostra Design e Territori che si terrà per la seconda edizione a Torino, in novembre.


Gli studenti, sotto la guida dei designers Federica Ditta e Cristiano Pesca, seguiti dal prof. Dario Russo, si sono focalizzati sul concetto di scarto e sulle qualità emozionali celate di una lente: hanno constatato che si tratta di un prodotto comunque performante, nonostante gli impercettibili difetti tecnici di produzione che lo rendono, appunto, uno scarto. 


Si è cercato quindi di FAR LUCE sul problema ambientale, in quanto è quasi impossibile da riciclare con le tecnologie attuali. La lente da vista o da sole essendo composta da materiale tossico, non può essere riutilizzata o riciclata e lo scarto viene impiegato mescolato ad altri materiali per riempire i fondi stradali. 


A partire da queste riflessioni i ragazzi hanno studiato l’interazione delle lenti con la luce e le caratteristiche della luce stessa, riflessione, rifrazione, diffusione e diffrazione, e come da queste caratteristiche nascano fenomeni ottici come l’arcobaleno, le caustiche, la cintura di Venere, l’aurora.


E’ nato così “LA SECONDA VITA DI UNA LENTE” sfociato nella progettazione nella serie di lampade HIGHLIGHT, in grado di riprodurre gli effetti ottici sopracitati, e oggetti luminosi, con la gamma “Fossili 2000”, realizzati con gli scarti di ritagli di sagomatura delle lenti. 


Il focus è stato il tentativo di utilizzare lo scarto preservandolo, senza aggiungere lavorazioni, tagli, fori, incisioni che avrebbero prodotto ulteriori scarti con l’obiettivo di allungarne al massimo la vita, in modo tale che non diventasse in poco tempo qualcosa di cui disfarsi.


La Divel Italia da tempo si sta impegnando nella ricerca di prodotti e tecnologie di produzioni sostenibili. L’azienda è sempre più motivata a indirizzare la propria mentalità e il proprio operato verso il rispetto dell’ambiente e alla riduzione degli scarti. 


L’ approccio eco-friendly sarà visibile a pieno a Mido 2020 e interesserà allestimenti, packaging e prodotti.  




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